Iscriviti ai FEED: un modo semplice e gratuito per seguire il sito
Contattaci per qualsiasi informazione o suggerimento al sito
Commenta gli articoli e interagisci con gli altri utenti
Proponi un argomento da discutere o in alternativa inviaci un articolo!
|
|
3 Novembre 2009 |
|
Scritto da Camelot
Chi per la Patria muore, vissuto è assai. Queste parole probabilmente sono conforto a chi faticosamente convive col dolore di un caduto per la Patria, per tutti gli interessi della Patria, dentro e fuori il confine nazionale. Domani l’Italia ricorderà con più enfasi le proprie Forze armate e i caduti che in armi hanno servito la Nazione ( e non il paese). Il 4 novembre però rimane una data che pochi sanno legare ad un evento preciso e questa ignoranza rimane, per me, il termometro di quanto disinteresse ci sia verso “esistenze” che hanno permesso a noi di poter vivere in una nazione libera e veramente italiana. L’uso che abbiamo fatto di tale sacrificio non lo devo valutare. Preferisco oggi soffermarmi sulla motivazione della medaglia d’oro a Bruno Carloni, mio concittadino. Onore, dovere, sentimento, sacrificio, Patria, padre, vita. Concetti impressi con il sangue nella neve di Russia. Dignità, in un’ora in cui sembrava persa, per sempre. S.Ten Bruno CARLONI – Medaglia d’oro al Valor Militare “ Giovanissimo ufficiale entusiasta e valoroso, già decorato di medaglia d'argento al valore militare “sul campo”. Durante l'accanito e sanguinoso combattimento, quando il nemico era riuscito a penetrare nelle linee, minacciando il fianco di un nostro battaglione, alla testa dei suoi si lanciava al contrassalto. Ferito ad un braccio rifiutava ogni soccorso e fasciatosi sommariamente, continuava con immutato slancio ricacciando l'avversario all'arma bianca. Mentre, ritto innanzi a tutti, difendeva a bombe a mano la posizione da rinnovati più furiosi assalti, una raffica di mitragliatrice lo abbatteva. Ai bersaglieri accorsi in suo aiuto rispondeva in un supremo sforzo sollevando il alto il piumetto: “Me l'ha donato mio padre, ditegli che l'ho portato con onore”. Magnifica figura di soldato, che nella luce del sacrificio consacra ed esalta il fascino della più pura passione bersaglieresca”. Fronte russo – Bobrovskij, 3 agosto 1942 |
|






Down
















