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21 Dicembre 2009 |
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Scritto da Camelot
Per chi apre emiciclo per leggermi. Io so che, magari, due o tre siete.Ma anche se mi dovessi leggere da solo:allora è per me.Insomma "questa qui è per te che sai sempre scegliere.Io invece non ho scelta te la devo scrivere!"
Lo scalino cigolò.Chiusi dietro la porta tirandola distrattamente mentre cercavo nella penombra. La stella si staccò quando si chiuse con il rumore di tac. Si alzò, pesante com’era mi apparve come una montagna dietro cui la finestra tramontò, la roulotte rollò. Un po’qua e un po’ là. Poi divaricò le gambe e la mise in equilibrio insieme a se. Tolse la mano di tasca e qualche soldino rotolò sul pavimento inseguito da un paio di topolini che conoscevano la strada. Poi tirò su i pantaloni e larghe bretelle si tesero sulla enorme epa, mentre si stirò. Odore di fumo, cibo, un caldo di chiuso mi fecero arrossire le gote, odori di vita che non conosceva frequenti docce. Alle pareti riconoscevo almeno tre foto con quel po’ di luce che pioveva dalla tendina del plexiglass ingiallito più dalla vita che dall’ età. Uomini in costume a strisce orizzontali bianche e blu. Baffi ad arco davano un senso al viso magro del mangiatore di fuoco che forse era a dieta a causa dell’aumento della benzina. Dio salvi il trapezista e la sua compagna che a gambe spalancate aspetta un angelo del cielo che le afferri le mani e non la mandi ancora più giù. Fuma ancora l’artiglieria da cui è decollata la donna cannone. Se non è sugo quello sulla parete di fronte qualcosa non è andato per il verso giusto quel giorno. Il ruggito di un leone mi richiamò qua. Si abbassò verso me, fauci aperte aspettai di essere imboccato dalle sue parole. Tanfo di tabacco e una bocca deformata dall’eccesso di armonica. Da dove mancavano denti uscì un suono, mentre l’odore di tutta quella strada divorata da una vita mi spettinò l’anima. Capii solo “Hey, son you want to try the big top?” prima di dire si. |
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