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23 Dicembre 2009 |
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Scritto da Camelot
Sorpreso da un’altra notte che non ha alcuna possibilità di portarmi a dormire, ti chiedo di raccontarmi qualcosa. Così per prendere sonno. Te ne vai parlando di portanti, onde corte, tracci con il dito qualcosa nell’aria per farmi intuire un posto preciso dell’etere in cui si muove un’onda che dovrei afferrare per farci passare un segnale…un rumore…il mio bussare alla porta dell’universo. Se ci sei uomo, dall’altra parte di questo pezzo di ferro puntato verso Dio, rispondi. Pioggia sui marciapiedi, mariti in libera uscita transumano verso ricordi immaginati e mai vissuti. Li guardiamo sfilare, mi ci vuole qualcosa da bere stasera non sei in forma. Ti vorrei dire che sei proprio un soggetto, che mi sarebbe piaciuto stare sul sedile di dietro della tua 500 mentre cercavi, a guisa di rabdomante, la fonte da cui nasceva quella voce nella notte, quelle notti. Non sei giusto neanche te, ma vai bene così. Però ti vorrei più “libero”, veramente progressista. Veramente senza guinzaglio, ma col collare. Che si veda che la catena l’hai spezzata, amico mio. Lo sei più a parole che a fatti. Talvolta mi pare che ci sia qualcosa che non concorda nell'insieme. Come un articolo inappropriato, che ne so? “il sciamano……". |
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