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8 Gennaio 2010 |
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Scritto da Camelot
Nei racconti della mia maestra Colombo era un uomo intelligente. Per me è sempre stato uno che si era perso.
Barcellona è come apparecchiata su una tovaglia di colori. Dalle colline si stende fino al mare, ai piedi della sua arteria principale hanno piantato su un palo Colombo che indica l’oriente, che poi era l’occidente, ma lui non lo sapeva.Diceva Andreotti : Colombo è l’italiano che ha fatto di più. Il fatto che non sapesse né dove stesse andando, né dove si trovasse è incoraggiante. La base del monumento è una imponente rotonda sui cui lati altorilievi raccontano l’impresa dell’uomo delle caravelle. In una il genovese in ginocchio ringrazia il cielo, nella sinistra leva una bandiera, nella destra stringe una spada e la punta a terra. La spada mi appare subito come una croce capovolta, alle spalle dell’ammiraglio un prete sta in ginocchio. I soldati subito appresso. Di fronte ignudi indigeni dallo sguardo spavento e perso, si ritirano nella giungla turbati da tanta superiore devozione e illuminata azione redentrice. La storia la scrivono i vincitori, ma di tutta questa indipendente e orgogliosa catalogna il monumento al compatriota mi è parso un falso ideologico. Perdendomi tra i vicoli di una casba multietnica ho sentito da un negozio una voce che mi chiamava e ho trovato appostato su uno scaffale una cartolina raffigurante Nuvola Rossa. Sapevo che c’era da qualche parte qualcuno disposto a raccontare la stessa storia da un altro punto di vista. |
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